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WORDS 2:
AMONGST OTHER THINGS...

GREETINGS
FROM GREENDALE
di Paolo Vites
(da JAM numero 95)
Greendale, tranquilla cittadina inesistente di un Paese,
gli Stati Uniti d'America, invece molto reale. Succedono
cose strane, da queste parti, un po' come succedevano
in quella Twin Peaks
creata da David Lynch.
Storie strane e 'malate' create da un Neil Young mai,
da alcuni anni, così ispirato come lo è
con questa raccolta di canzoni presentate dal vivo durante
il recente tour acustico europeo. Merito di George W.
Bush, si direbbe. Merito? È difficile dire qualcosa
di positivo del Presidente americano, a meno che un vostro
parente sia impegnato ad accaparrarsi un appalto per la
ricostruzione dell'Iraq liberato da Saddam Hussein. Eppure
il giovane Bush ha scatenato una tale ondata di indignazione
nel cantautore canadese come, probabilmente, non accadeva
dai tempi in cui quattro studenti vennero uccisi dalla
Guardia Nazionale, cosa che gli fece scrivere di getto
Ohio (era il 1970). E dire che, negli anni 80, Young era
un discreto sostenitore di Ronald Reagan.
Ma personaggi come Neil Young non si mettono facilmente
negli schedari delle ideologie: destra, sinistra, centro
che palle e chissenefrega. Stiamo parlando di un artista,
qui, che si ispira alla vita intorno a lui per comporre
canzoni e Greendale è la rappresentazione gotica
dell'America contemporanea: "Gli Stati Uniti",
dice Young, "sono come un bambino con in mano una
bomba. La reazione (degli Stati Uniti) alla Francia è
talmente immatura. Questi hanno le loro idee: sono francesi!
Vive le difference, hello? Un bambino di sei anni con
un giocattolo in mano, ecco cosa abbiamo qui".
"Credo che il mondo moderno", continua Young,
"quantomeno gli Stati Uniti e l'Inghilterra, stiano
facendo l'esperienza del Grande Fratello (proprio in queste
settimane la Federal Communications Commission ha aumentato
la quota che i network americani possono avere a disposizione,
passando dal 35 al 45% dello share nazionale, concentrando
così sempre di più la comunicazione in poche
mani, nda). Molti diritti civili sono stati compromessi
e non sappiamo quello che sta accadendo. Se continuo a
dire quello che penso, verrò deportato? Non sono
molto felice di come vadano le cose. La musica viene proibita
e nelle stazioni radio abbiamo alla direzione le stesse
persone che dirigono anche le sale da concerto. Queste
persone sono anche coinvolte con l'amministrazione governativa
e sponsorizzano manifestazioni a favore della guerra.
Non è bello."
Naturalmente Young ha bene in mente quanto accaduto di
recente alle Dixie Chicks, il cui nuovo album è
stato cancellato dall'airplay di molte stazioni radio
americane dopo che Natalie Maines, durante un concerto
inglese, ha avuto la 'sfrontataggine' di dire: "Ci
vergogniamo che il Presidente degli Stati Uniti venga
dal Texas".
"Qualcuno", racconta Young, "ha chiesto
al Presidente cosa ne pensasse e lui ha risposto: 'Questa
è l'America, un Paese libero, possono avere le
loro opinioni ma non possiamo farci niente se nessuno
va ai loro concerti o non passano alla radio le loro canzoni'.
È così fuori della realtà che nessuno
dei suoi consiglieri gli ha detto che le vendite dei loro
dischi si sono impennate dopo quel fatto e sebbene gli
airplay fossero scesi, le vendite salivano e i concerti
erano esauriti."
È da tutto questo stato di cose che arriva un disco
come Greendale: "Questo è probabilmente il
periodo storico più 'fertile' per la rivoluzione
dai tempi di Nixon. Non sto parlando di una rivoluzione
politica, sto parlando semplicemente di una rivoluzione
culturale generale. Bush ha polarizzato il Paese e sta
creando il terreno per un'opposizione. Fra un paio di
mesi, probabilmente, sarà anti patriottico essere
Democratici. È piuttosto inquietante
".
Sebbene le canzoni di Greendale (che Rolling Stone ha
definito un "eco-minded concept album", visto
il suo contenuto fortemente ecologista) non pronuncino
chiare prese di posizione di carattere politico, è
evidente, in esse, il contrasto tra una società
che sta cadendo a pezzi e quella del passato, costruita
su valori e contenuti di comune solidarietà. Non
proprio la società in cui uno come Neil Young è
cresciuto (quella del grande boom economico del dopoguerra,
in cui le famiglie cominciavano a disgregarsi, e buon
esempio di ciò è proprio la famiglia del
canadese), ma quello dei valori di solidarietà,
di rispetto del cittadino e di salvaguardia dell'ambiente
naturale è un tema che ha fatto spesso capolino
nei dischi dell'artista, basti pensare a Old Ways o Harvest
Moon.
Non è la prima volta che Young tenta la carta del
concept album. Già After The Gold Rush, nel lontano
1970, era stato concepito in questo senso, anche se i
continui cambiamenti d'umore del canadese lo avevano poi
portato ad abiurare l'idea originaria: il disco doveva
essere una sorta di trasposizione in musica dell'omonimo
soggetto cinematografico degli scrittori Dean Stockwell
e Herb Berman, peraltro mai uscito neanche come film.
Era la storia di tre amici, tra i quali un musicista,
nel giorno in cui un'onda enorme spazzava via Topanga
Canyon, il quartiere residenziale di Los Angeles in cui
Young e tante rockstar vivevano. Una sorta di 'desiderio
cinico' di far piazza pulita di un mondo corrotto.
Greendale è invece la storia della famiglia Green,
narrata in maniera alquanto criptica, in cui ci si muove
intorno a Grandpa, il nonno, alla sua improvvisa morte
avvenuta nello strenuo tentativo di difendersi dall'invadenza
dei media e il vuoto che lascia nei familiari (quasi il
segno della fine del vecchio mondo fatto di valori e ideali),
presenze inquietanti (il diavolo) e un altro omicidio,
questa volta del poliziotto Carmichael ad opera di Jed,
il cugino di Grandpa.
Sul sito ufficiale di Neil Young c'è anche la cartina
di Greendale, con la possibilità di vedere i luoghi
dove si svolgono le varie scene, inclusa quella del delitto.
Non solo: c'è anche uno spazio appositamente dedicato
alla Lenore's Gallery ("Everything You're Looking
For"), che viene citata ad esempio nel brano Carmichael
("Duecento dollari in una busta / Con l'etichetta
'Lenore'"). La cosa divertente, qui, è che
sono stati messi on line dei veri quadri, e c'è
anche la foto di un terzetto di personaggi (Earl Greene,
Lenore e Lou Grappe), citati qua e là nelle canzoni.
C'è poi la storia della galleria d'arte: fondata
da Lenore Randazzo nel '79, ospita attualmente i quadri
di Lou Grappe, "a wildy creative force from the mountains
above Greendale", come viene detto nel sito. È
possibile visionare anche "i capolavori psichedelici
di trent'anni di carriera di Earl Green: molti appassionati
d'arte sono stati stregati da queste immagini e dicono
di aver udito voci e rumori provenire dai dipinti dopo
una lunga visione di essi"
Dove trovare la
Lenore's L Gallery? Ma è semplice: al 420 di Main
Street, Greendale. Aperta sette giorni alla settimana
ma attenzione: solo su appuntamento.
Greendale è la storia di chi si batte contro la
collusione tra media, mondo degli affari e politica, nel
tentativo di salvare la cosa più preziosa che ci
rimane: Madre Natura, invocata a gran voce nelle ultime
canzoni del concept album.
Durante i recenti concerti acustici europei (vedi JAM
94) Young ha presentato nella prima parte quella che dovrebbe
essere la scaletta tipo dell'album. Il primo brano era
Falling From Above, in cui Grandpa viene subito introdotto
e sembra chiaro sin dall'inizio che Grandpa è,
forse, lo stesso Young: "Grandpa disse al cugino
Jed (
) / "Non voglio ritirarmi / Ma potrei
rifare di nuovo la strada / Sembra che quel tale che sta
cantando questa canzone / Lo stia facendo da molto tempo
/ C'è qualcosa di quello che lui conosce / Che
non sia triste?" / Canta una canzone per la Libertà
/ Canta una canzone per l'Amore / Canta una canzone per
gli angeli depressi / Che cadono giù".
Una classica ballata folkie à la Young, Falling
From Above introduce lo scenario e i suoi principali protagonisti:
la nonna, The Hero e l'artista, il cugino Jed, Edith,
Earl, il ranch Double E. Ma soprattutto introduce il tema
di un mondo antico che sta scomparendo: "Come fa
la gente / A permettersi così tante cose? / Quando
ero giovane la gente indossava / Quello che aveva addosso".
E ancora: "L'Eroe e l'artista paragonavano / Speranze
e visioni e riflessioni / Per il 21esimo secolo / Ma perlopiù
non raggiungevano nulla / Perché la verità
era sconosciuta / E la razza umana / Continua a trascinarsi
avanti". C'è però un messaggio di speranza:
"La nonna disse: 'Un po' d'amore e di affetto / In
ogni cosa che fai / Farà del mondo un posto migliore
/ Con o senza di te'".
Double E, il secondo brano, introduce a tempo di blues
il ranch omonimo dove vivono Edith ed Earl, i figli di
Grandpa i quali hanno osato ribattezzare così il
ranch, causando le proteste degli abitanti di Greendale,
che da sempre lo chiamavano Double L. Ma si sa che "i
cambiamenti avvengono lenti, in campagna". Insieme
a loro vive anche la figlia Sun Green.
A Double L viveva Granny, una ragazza vivace e piena di
vita, che andava a ballare di nascosto e infiammava gli
honky tonk e i bar locali e in uno di questi conobbe Grandpa,
facendo colpo su di lui. Fu l'inizio di "una estate
d'amore".
A questo punto, durante i concerti, Young descrive la
cittadina di Greendale ("25mila abitanti, più
o meno"), la prigione in cui si può entrare
e uscire a piacimento e il vecchio molo dei pescatori,
oggi abbandonato, dove c'è ancora una casupola
in cui il pesce pescato veniva ripulito. "Accadono
strane cose, lì", dice Young, "e Captain
Green, fratello di Grandpa, non ama entrarci." Inizia
così Devil's Sidewalk, che parla appunto di questo
posto misterioso, un robusto folk blues dal bel riff chitarristico.
Quello che viene descritto nella canzone è uno
scenario inqietante e in cui fa capolino anche John Lennon:
"'C'è una cosa che devo dirti / 'Tu devi essere
libero' / L'ha detto John Lennon / E anche 'Io credo nell'amore'".
Non sarà il primo personaggio musicale famoso a
far capolino, come vedremo
Coast Highway viene introdotta come "una canzone
che parla dell'autostrada che imboccate appena lasciate
Greendale": è su questa autostrada che il
cugino di Grandpa, Jed, una sera viene fermato dalla polizia:
nel suo camion un bel po' di cocaina e marijuana. Senza
sapere perché, Jed tira il grilletto della sua
pistola e fa secco il poliziotto: "'Ti fa pensare
alla vita / A quello che la vita ha da dire' / Disse Jed
a Grandpa / Da dentro alla cella". Nessuno, a Greendale,
se lo aspettava, Jed "era uno di noi"; "Jed
era sempre stato buono con lui / Non aveva mai dato problemi",
riflette amareggiato Grandpa. "Ma non c'è
bisogno di preoccuparsi / Non c'è motivo di sparlare
/ Tornate tutti al vostro lavoro / E lasciateci guidare
a noi", dicono le autorità locali. Ma "la
morale di questa storia / È cercare di non diventare
troppo vecchi / Più tempo passi sulla terra / Più
vedi le cose come sono / E come ultimo pensiero / Questo,
anche, va detto, / Alcune persone hanno preso autentiche
stronzate / E le hanno trasformate in oro".
"Jed è in galera, tornate a casa e chiudete
le porte", urla Young, finita la canzone, con un
megafono. Jed ha fatto fuori Carmichael, il poliziotto.
Ed è il funerale di Carmichael quello della canzone
omonima che adesso Young canterà. Ma la vedova
non andrà al funerale: "'Carmichael, stronzo'
/ Singhiozza la nuova vedova da sotto il suo velo / 'Ammazzato
mentre facevi il tuo dovere / È così che
la giustizia non sbaglia mai? / Vorrei che le cose fossero
state migliori / Quando ci siamo salutati stamattina /
Ma abbiamo avuto i nostri bei momenti' (
) Carmichael
fu rimpiazzato / Ma per un anno intero nessuno parcheggiò
la macchina / In quello che era stato lo spazio di Carmichael".
"Metà dei soldi se n'è andata e il
mese è ancora giovane / Che cosa farai adesso?":
potrebbe essere un verso dello Springsteen più
'operaio', o magari quello del fantasma di Tom Joad, ma
invece è il Neil Young di Greendale (per la precisione
dal brano Bandit). Perché Greendale potrebbe anche
essere il Tom Joad del canadese: "Non scommettere
che i Dodgers / Batteranno i Giants (
) / Avvocati
e business / Ottieni quello che porti / (A nessuno dispiace
che l'hai fatto da solo / È tempo di rilassarsi
e poi mandare tutto all'inferno)". È un crescendo
di alienazione e di solitudine, in una società
dove sei utile finché possono spremerti, poi sei
solo un rifiuto, non servi più a niente: "Cosa
stai ancora cercando? / Un altro ottimo punteggio? / (Cosa
stai cercando di provare?) / Cerca di avvicinarti / Ma
non troppo / Cerca di passare oltre / Ma non essere oltre
/ Nessuno può toccarti adesso / Io posso toccarti
adesso / Sei invisibile / Hai troppi segreti (L'ha detto
Bob Dylan / O qualcosa del genere)". Dopo Lennon,
ecco far capolino anche Dylan.
Questo è probabilmente il punto focale di Greendale,
il brano che riassume tutta la vuota disperazione delle
storie che in esso vengono raccontate: c'è una
sorta di spiraglio di luce, alla fine ("Un giorno
troverai / Quello che stai cercando / Un giorno troverai
/ Tutto quello che stai cercando"), ma sembra quasi
una beffa, perché quello che stai cercando un tempo
lo possedevi già. È la canzone di Earl Green
("Mi sento come lui", dice Young prima di cantarla,
"davvero") ed è anche, musicalmente,
uno dei pezzi più belli, quasi un flashback dei
tempi cupi di Tonight's The Night.
A questo punto, con i giornalisti da tutte le parti, alla
ricerca di gossip sull'omicidio di Carmichael, Grandpa
e Grandma decidono di lasciare Greendale. Se ne tornano
al Double E, da Edith e Earl. È Grandpa's Interview:
"'Chi diavolo credono di essere / Per invadere le
nostre case a quel modo? / Io e Grandma abbiamo dovuto
partire così in fretta / Che non abbiamo neanche
potuto prendere il gatto' (
) Cameramen e telecamere
/ Volevano intervistare Grandpa". Ed è qui,
che poco chiara, accade la seconda tragedia: Grandpa minaccia
i giornalisti con il fucile, dice loro di andarsene, finché
non arriva una certa Susan Carol dell'Early Magazine:
"'Ho alcune domande da farle' / 'Beh, te le puoi
mettere là dove il sole non batte' (
) / Poi
cadde a terra con un sussulto (
) Grandpa morì
come un eroe / Combattendo per la libertà del silenzio
/ Cercando di fermare i media / Cercando di rimanere anonimo".
Grandpa stramazza al suolo, probabilmente colpito da un
attacco cardiaco. È evidente il duro atto di accusa
di Young a giornali e televisioni e al loro modo cinico
di fare informazione.
Grandpa's Dinner, come anche Bringin' Down The Dinner,
è un brano in cui Young si accompagna al pump organ,
un attimo di calma sospesa ed è un brano interlocutorio,
in cui Grandma, appena giunta al Double E con la cena
per il marito, apprende della sua morte dalla televisione.
Ed è qui che fa capolino Sun Green, la nipotina,
a cui è dedicata la successiva Sun Green.
La canzone è l'atto d'accusa più duro ed
esplicito, rivolto alle sporche commistioni tra politici
e uomini d'affari, con evidente richiamo a George W. Bush,
che molti americani considerano un affarista prima che
un politico. Sun Green, per protestare contro la morte
di Grandpa, si incatena a una statua nella hall della
Power Co. (che ha, evidentemente, delle tresche con i
politici di Greendale) e con un megafono comincia a urlare
la sua rabbia: "'Siete tutti sporchi (
) / La
verità è tutto quello che sto cercando (
)
La Power Company lavora con la Casa Bianca / Nel tentativo
di paralizzare il nostro stato con la paura' / Fu un momento
d'oro / Nella storia della televisione / Nessuno poteva
crederci / Ebbe grandi recensioni". Ma poi l'FBI
si scatena sulla ragazza, cercando di incastrarla con
un'accusa di spaccio di droga. Le accuse cadono ed Earth
Brown si fa avanti e invita la ragazza a scappare con
lei in Alaska. Non è niente altro che Madre Natura
che incita la coraggiosa ragazza a combattere contro le
ingiustizie: "Ma potrebbe non essere facile / Vivere
in fuga / Madre Natura ha molti nemici / C'è tanto
lavoro da fare".
Ed è il messaggio che risuona forte anche nel brano
che conclude la saga di Greendale, Be The Rain: "Dobbiamo
andare là / Alaska / Dobbiamo arrivare là
/ Prima delle grandi macchine / Abbiamo un lavoro da fare
/ Dobbiamo salvare Madre Natura".
"Guarda Madre Natura che cerca rifugio negli anni
70", cantava trent'anni fa Neil Young in After The
Gold Rush. Il messaggio non è cambiato di molto,
perché il problema, sembra, è ancora lo
stesso: il mondo sta morendo.
Forse non è troppo tardi per cercare di tornare
a quando "si viveva nell'estate dell'amore".
Le canzoni di Greendale, musicalmente parlando, come sono
state presentate dal vivo, sono un asciutto compendio
di folk blues, alcune delle quali tra le migliori che
il canadese abbia mai composto. Basti pensare a Falling
From Above, Carmichael, Bandit, Devil's Sidewalk o Be
The Rain. La versione in studio, annunciata in uscita
ad agosto e adesso, sembra, slittata all'autunno, è
stata incisa con l'accompagnamento di alcuni dei Crazy
Horse e sarà accompagnata da un dvd che contiene
un filmato, di circa un'ora, girato dallo stesso Young
con una vecchia telecamera a otto millimetri. Non è
detto che il disco subisca ulteriori slittamenti, come
spesso accade con l'artista: Tonight's The Night venne
presentato dal vivo nel '73, ma uscì solo due anni
dopo. Altri progetti non hanno mai visto la luce. Inoltre,
secondo noi, sbaglia Young a non pubblicare uno dei formidabili
concerti del tour acustico europeo: è lì,
compresi i dialoghi esplicativi e gli scambi di battute
tra il pubblico, che Greendale vive la sua dimensione
perfetta: in studio (sperando, poi, che gli arrangiamenti
non uccidano la bontà delle composizioni) potrebbe
perdere parte del suo fascino.
In ogni caso, che esca o no e che la produzione sia soddisfacente
o no, restano una manciata di registrazioni dal vivo di
Greendale (facilmente recuperabili su Internet) che consegnano
alla storia artistica di Neil Young una delle sue pagine
più affascinanti.
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