David Lynch

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THE STRAIGHT
STORY


1999
Durata: 111 minuti
Prodotto da: Mary Sweeney e Neal Edelstein per Alain Sarde/Le Studio
Canal + /Film Four/Picture Factory
Regia: David Lynch
Soggetto: David Lynch, John Roach e Mary Sweeney
Musica: Vedi sezione "Suoni"
Fotografia: Freddie Francis
Scenografia: Jack Fisk
Costumi: Patricia Norris
Montaggio: Mary Sweeney
Suono: David Lynch

Gli Interpreti:

Alvin Straight: Richard Farnsworth
Rose Straight: Sissy Spacek
Lyle Straight: Harry Dean Stanton
Dorothy: Jane Heitz
Tom the Dealer: Everett McGill
Brenda: Jennifer Edwards
Thorvald Olsen: John Farley
Doctor Gibbons: Don Flannery
Pete: Ed Grennan
Apple: Jack Walsh
Wendell: George A. Farr
Harold: Ralph Feldhacker

 

La trama


(tratta dal libro DAVID LYNCH di Riccardo Caccia - Ed. Il Castoro-Cinema)
Il settantatreenne Alvin Straight viene soccorso, dopo una caduta, da un suo vecchio amico e da una vicina di casa. L'uomo vive con la figlia Rose, donna ritardata alla quale è stata tolta la custodia dei figli, nella cittadina agricola di Laurens nell'Iowa. Costretto a camminare con due bastoni, Alvin viene avvertito dal medico che la sua salute è in pericolo. Una sera, mentre lui e la figlia guardano il temporale dalla finestra, una telefonata li avverte che il fratello di Alvin, Lyle, con il quale i rapporti si sono interrotti anni prima per un diverbio, è stato colpito da infarto. Deciso a recarsi dal fratello che abita a Mount Zion, nel Wisconsin, a 317 miglia da Laurens, Alvin, che non può guidare, adatta un rimorchio in modo da poterci dormire e lo attacca alla sua vecchia motofalciatrice. Nonostante le rimostranze di Rose e dei suoi amici, Alvin, dopo aver fatto provviste, intraprende il suo viaggio. Dopo poche miglia, nella cittadina di Grotto, il tosaerba ha un guasto; il vecchio viene raccolto da un pullman di turisti ed è costretto a fare ritorno a casa. Ma il suo proposito non è mutato: dopo aver sparato al tosaerba traditore, ne acquista un altro, un John Deere del 1965, e si rimette in viaggio.
La sera, accampatosi in un prato e acceso un fuoco per scaldarsi e cuocere delle salsicce, Alvin è avvicinato da una giovane autostoppista incinta in fuga dalla famiglia ignara della sua condizione. Cortese e disponibile, Alvin racconta alla ragazza un episodio di sè, giovane padre, e dei suoi figli per convincerla a fare ritorno a casa. Trascorsa la notte, l'uomo trova, risvegliandosi, un segnale che fa supporre che la giovane abbia deciso di seguire il suo consiglio. Rimessosi in viaggio Alvin assiste all'investimento di un cervo da parte di un'auto condotta da una donna disperata; ogni settimana uccide involontariamente un cervo e non riesce a evitarlo perchè costretta quotidianamente a percorrere quel tragitto. Poco turbato dall'incidente del quale è stato testimone, Alvin ne approfitta per cuocersi una bella bistecca di cervo. Il percorso riprende , con la lentezza estenuante alla quale lo costringe il suo mezzo di locomozione; persino un gruppo di ciclisti, passandogli accanto, sembra superarlo a velocità folle. Verso sera, raggiunto l'accampamento dei giovani ciclisti, Alvin viene interrogato da alcuni di questi sulla vecchiaia. Il quadro che Alvin dipinge di quella fase dell'esistenza non è certo consolante. In una delle sue tappe, la motofalciatrice di Alvin subisce un guasto meccanico che gli fa sfiorare un terribile incidente, al quale assiste una famiglia che decide di offrire ospitalità nel suo giardino a quel vecchio bizzarro, fintantochè il suo mezzo di locomozione non sarà riparato. Tra i membri della gentile famiglia c'è un anziano con il quale Alvin scambia racconti di guerra che fanno rivivere ai protagonisti il dolore di quell'esperienza. In particolare, il vecchio sopravvisse a un terribile bombardamento nel quale vide perire quasi tutti i suoi compagni, mentre Alvin uccise per errore un commilitone. Dopo che la motofalciatrice è stata riparata da una coppia di meccanici gemelli, più intenti ad altercare tra loro che alle riparazioni, Alvin, dopo un commosso saluto alla famiglia che lo ha ospitato, riparte. Ormai in prossimità della meta, si accampa per l'ultima notte in prossimità di un cimitero. Avvicinato da un giovane prete, il vecchio racconta di come i rapporti tra lui e Lyle si fossero interrotti per una banalità, nemmeno più si ricorda quale, ed esprime il desiderio di poter guardare le stelle assieme al fratello come faceva una volta. Il prete benedice la riunificazione tra Alvin e Lyle. Giunto finalmente a Mount Zion, Alvin si concede una birra fresca, un piacere ormai dimenticato a causa di passati problemi di alcolismo, e arriva davanti alla catapecchia di Lyle. Chiama ad alta voce l'uomo che appare, barcollante, sulla veranda. I due si siedono l'uno accanto all'altro e Lyle si meraviglia che Alvin abbia fatto tanta strada su "quel coso" per andarlo a trovare. Tra i due non corrono altre parole. Adesso possono di nuovo guardare insieme il cielo pieno di stelle.